venerdì 6 marzo 2009

GESU' E I BESTEMMIATORI

Gesù rivelò alla Serva di Dio, Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tours (1843), l'Apostola della Riparazione: « Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l'orrìbile peccato ferisce apertamente il mio Cuore. Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore, Io ti darò mia freccia d'oro per cicatizzarmi la ferita dei peccatori, ed è questa:

Sempre sìa lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato, il Santissimo, il Sacratissimo, l'adoratissimo eppure incomprensibile - Nome di Dio in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore il nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.


Ogni volta, che ripeterai questa formula ferirai il mio Cuore d'amore. Tu non puoi comprendere la malizia e l'orrore della bestemmia. Se la mia Giustizia non fosse trattenuta dalla Misericordia, schiaccerebbe il colpevole verso il quale le stesse creature inanimate si vendicherebbero, ma ìo ho l'eternità per punirvi! Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una volta sola: O ammirabile Nome di Dio! in spirito di riparazione per le bestemmie!».
Nel 1846 la Madonna appariva piangente a La Salette lamentandosi che ormai non poteva più trattenere il braccio della divina giustizia irritata contro i bestemmiatori, e minacciava gravi castighi se non si cessava d'insultare il Nome Santo di Dio.

Cuore dolcissimo di Gesù, confido e spero in Te

RIFLESSIONE DI UNA ESPERIENZA con i fedeli

La bestemmia è contro la legge naturale, insita nella natura stessa
dell’uomo, valida per tutti gli esseri umani in tutti i tempi e in
tutte le circostanze; e contro la legge positiva, dettata e fatta
scrivere con parole da Dio, a conferma e a sviluppo della legge
naturale.
Sfida Dio, in quanto lo tratta per nemico, lo provoca a reagire, lo
considera impotente a controbattere, lo oltraggia solo per il
maledetto piacere di oltraggiarlo.
È il linguaggio del diavolo, che disse: “Salirà in cielo, sulle stelle
di Dio innalzerò il trono.., salirò sulle regioni superiori delle
nubi, mi farà uguale all’Altissimo” (Is. 14, 13-14).
Offende gli altri nella loro coscienza religiosa che sente sacro il
sentimento verso Dio e verso quanto è a Lui intimamente unito, e li
offende anche nella loro dignità di persone.
Contagia tutti, perché l’uomo ripete quello che sente, vive di
imitazione, opera secondo l’ambiente, diventa prigioniero delle
abitudini comuni, ripensa alle cose udite anche quando non è
pienamente cosciente di sé.
Attenta alla società, perché, essendo di solito pubblica, è facile a
dilagare, arriva anche alle orecchie di chi non vuol sentirla, rende
peggiori i cattivi, indigna i buoni, diminuisce il rispetto per
l’uomo, abbassa il comune sentire religioso.
È esattamente il contrario dell’adorazione, della lode e della
preghiera dovute al Creatore; lo sputo della malvagità più ripugnante
di quello della bocca; il peggior segno dell’empietà umana.
Procede più da scelleratezza che da fragilità o da ignoranza si beve
essa stessa la maggior parte del suo veleno, è peccato. Ma oltre che
malizia, la bestemmia contiene stoltezza.
È irragionevole. Se il bestemmiatore crede nell’esistenza di Dio e
quindi sa che Egli è infinitamente potente e può colpirlo
sull’istante, perché lo offende invece di invocarlo per le proprie
necessità?
Questi sono alcuni concetti della bestemmia, vorrei ora affrontare in
base alla mia esperienza un argomento poco trattato ma molto
importante da conoscere : “Le conseguenze della Bestemmia”
Don Enzo Boninsegna nei suoi scritti definisce la bestemmia “Urlo
dell’ inferno”,
E’ proprio così. Infatti come testimoniano le tante persone, che
vengono da me per una speciale benedizione o una preghiere di
liberazione e guarigione, ho potuto verificare che il crollo della
loro vita è dovuto proprio a una maledizione, che ha le sue radici
nella bestemmia. Questa maledizione ricade sia sulla persona stessa
sia su tutta la famiglia scatenando un vero e proprio inferno. In
breve, l’allontanamento dalla grazia di Dio, conseguenza della
bestemmia, attira su di sé quella maledizione della vita terrena, cioè
quel malessere interiore, che è già esperienza della rovina eterna.

Le principali conseguenze di questa maledizione sono:
- La salute - un susseguirsi di malattie a volte
inspiegabili scientificamente e senza guarigione, con la conseguenza
spesso di una grave spesa monetaria.
- Litigi in famiglia - incomprensione, incapacità di
dialogo, urli d’imprecazione, urli di maledizione, disperazione,
sfiducia totale, diffidenza nei rapporti con se e con gli altri,
manifestazione di odio e di ira l’uno contro l’altro , mancanza di
lavoro o grossi problemi lavorativi sia con le altre persone sia a
livello pratico spesso causa di ulteriori preoccupazioni e
depressioni, inoltre portatori di abitudini nefaste e distruttive
(droghe , alcol e così via), crisi economica. La situazione familiare
peggiora giorno dopo giorno senza via di uscita andando incontro alla
desolazione del deserto ,all’agonia e alla morte di ogni virtù.

A volte si può avere l’impressione, dall’esterno, che chi bestemmia,
abbia una vita decorosa e dignitosa sia dal punto di vista economico
che umano, ma ad un occhio spiritualmente e virtuosamente attento
risulta evidente quanto tutto questo sia effimero e vano. Infatti, se
si avesse la possibilità di vedere queste persone in ogni istante
della loro vita si vedrebbe il loro malessere e la loro disperazione e
desolazione interiore, questo è visibile ad un occhio attento magari
nel momento in cui questa persona lo mostra in modo evidente con un
atteggiamento di collera improvvisa o di odio o di invidia,
mostrandosi in tutta la sua disumanità.

La bestemmia , in varie regioni, è diventata una cultura del
linguaggio popolare generando sempre meno disagio ,ed è diventata
normalità con la inconsapevolezza delle sue conseguenze malefiche.
Anche le bestemmie pronunciate per abitudine o in un atto di rabbia
senza la cattiva intenzione possono verificarsi fatali.
“Urlo dell’inferno” proprio così, la bestemmia produce l’inferno, come
ne fanno esperienza coloro che le pronunciano, essendo una condanna in
se stessa.
Quando infatti si pronuncia una bestemmia si scatenano le potenze
infernali, in un urlo di gioia, e la persona che bestemmia viene
afferrata dalle zanne del demonio che difficilmente se la lascerà
strappare, anzi quest’anima sarà trascinata sempre più verso una
collaborazione sia in atti che in parole all’offesa dell’Onnipotente
Dio creatore del cielo e la terra e di tutta la sua corte celeste.
Nonostante questa persona possa ricevere, attraverso eventi o contatti
con altre anime il messaggio salvifico di amore e accoglienza di Dio
creatore, ne rimarrà diffidente poiché trascinato dall’inganno del
demonio che egli stesso ha attirato, questo è il motivo per cui
risulta difficile un’inversione di rotta.
La superbia ,la disobbedienza dell’uomo verso Dio conseguenza del
peccato producono tante tragedie all’umanità, Dio nella sua infinita
misericordia permette ciò affinché l’uomo si ravveda e possa
ritornare al suo creatore, ma spesso in queste situazioni l’uomo
bestemmia Dio ancora di più.
Nell’Apocalisse, parola di Dio, per ben tre volte ci conferma questi
avvenimenti apocalittici; è la situazione dell’uomo contro Dio (Ap.
16,9) “E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono
il nome di Dio che ha in suo potere tale flagelli, invece di
ravvedersi per rendergli omaggio; (Ap. 16, 9b-10) “Gli uomini si
mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a
causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni;
(Ap. 16,21) “ E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò
dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del
flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello”. Ecco
la condizione dell’uomo quando bestemmia.
Quale potrebbe essere la salvezza della sua anima? Non basta una
semplice confessione, anche se al bestemmiatore si rende difficile
confessarsi poiché è già qualcosa lontano da lui, ma quando vi riesce
ed ha l’occasione di pentirsi, perché è vero che Dio perdona tutti i
nostri peccati, rimangono comunque le conseguenze che sono radicate
nell’anima e che portano tanta rovina. Prima di tutto c’è bisogno di
tanta riparazione, assiduità nel partecipare alla santa messa,
preghiere del Sangue preziosissimo del nostro Signore Gesù Cristo in
croce, offerta di atti di carità e penitenza per i bestemmiatori, la
confessione almeno una volta alla settimana per un periodo di tempo, e
una continua preghiera per chiedere la conversione di cuore e l’umiltà
di ogni giorno, ed ogni volta che sente bestemmiare gli altri, pregare
il sangue di Cristo di bagnare questa anima perché abbia la
possibilità di salvezza e possa arrivare a lui l’annuncio del vangelo
affinché si possa redimere.

Fratelli e figli miei non sapete il dolore che mi causa quando una
persona confessa il peccato della bestemmia, basta una volta per
travolgere tutto. Il dolore è più forte di quando una donna confessa
il peccato dell’aborto, nonostante abbia una scomunica (latae
sententiae), viene reintegrata nel seno della chiesa con molta
misericordia , ed è una gioia che abbia chiesto perdono e possa amare
il suo figlio non nato, pregando per lui affinché questo figlio sia
avvolto della luce dell’amore di Dio.
Il bestemmiatore, invece, mi fa piangere perché è un godimento del
demonio e la persona appartiene ad esso con le sue conseguenze.
Purtroppo oggi il tutto viene preso con leggerezza come fosse un
peccato qualsiasi.
Con questa mia pubblicazione, delle conseguenze della bestemmia,
voglio far prendere coscienza della gravità che essa comporta e dare
degli strumenti perché questa anima abbia la possibilità di liberarsi
di questa tragedia che sta devastando l’umanità.
In ultimo affinché queste persone si redimono, innalzo una preghiera
alla potente intercessione della nostra mamma celeste, affinché lei
possa in comunione con tutti i santi del paradiso schiacciare la testa
del maligno che ci soccombe giorno e notte. Stenda il suo manto
materno a noi figli facendo scendere su di noi lo Spirito Santo per
essere abbracciati dalla bontà di Dio nel cuore misericordioso del suo
Figlio Gesù Cristo.

Don Alberto Abreu.

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