sabato 20 giugno 2009

Il Cuore Immacolato di Maria

Maggio 1949
Nella Comunione spirituale, Gesù mi disse: «Adorami oggi nel mio Cuore vivente in Maria, come te l'ho mostrato più volte. Tu a volte pensi non sarebbe più esatto dire: Maria vivente nel Cuor di Gesù. Ora ti spiego perché si dice: Gesù vivente in Maria. Perché è il mio Cuore che dona a Lei l'amore e tutti i suoi sentimenti. È il suo Cuore che riceve dal Mio.
Il mio Cuore è stato formato in Maria Santissima per opera dello Spi­to Santo; e come Essa nell'Incarnazione mi ha dato il suo sangue immacolato, e il mio Sangue è sangue di Maria, come Essa, essendo madre di Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, è diventata la vera Madre anche di Dio per partecipazione del Verbo Figlio di Dio che in Lei assunse Carne, la Vergine è perciò la Madre vera di Dio, perché Madre di Gesù Cristo vero Dio. Il mio Cuore è vivente nel suo Cuore, perché ha fatto sempre la volontà di Dio quand'era in terra, e la fa in Cielo in modo perfettissimo.
Perciò tu puoi chiamarlo: Cuore della divina Volontà. L'essenza del Cuore di Maria è la Volontà divina. Perciò in Cielo comanda e ottiene tutto ciò che vuole Dio. Di nessun altro cuore s'è servito Iddio come di quello di Maria, e in esso Egli ha versato tutto il suo infinito Amore, tanto grande da renderla Figlia del Padre, Madre del Figlio, sposa dello Spirito Santo.
Il Cuore di Maria conosce tutti i segreti di Dio, perché è unito al Cuo­re del suo Figlio Gesù. Maria partecipa per grazia e possiede gli attributi del mio Cuore: la bontà, la grandezza, la potenza e la sapienza del Sacro Cuore di Gesù, Verbo Incarnato in Lei. Il Cuore di Maria è il forziere che racchiude i gioielli, cioè le grazie di Dio, per versarle sul mondo. È il tabernacolo in cui l'eterna Sapienza vuole essere adorata dagli Angeli e da­gli uomini. È specchio di Dio che riverbera la Divinità; è dolce calamita che attira le anime nel Cuore di Gesù, e che conquista o disperde i miei nemici.
Dio ha voluto sin dall'eternità ch'Ella diventasse la Madre sua, per trasfondere nel suo Cuore materno l'Amore suo infinito verso le sue crea­ture. Maria ama teneramente tutta l'umanità, specialmente i figli della Chiesa di cui Ella ha partorito il Capo, Gesù; ed esercita ancora il suo Amore verso di loro, figli suoi adottivi. Ella intercede, placa, disarma la Giustizia divina. E questo amore materno in Lei, è Dio che glielo dona continuamente per associarla in tutto a Sé nell'opera di salvezza delle ani­me, come la volle Corredentrice nella Redenzione del genere umano, costituendola nostra Madre ai piedi della Croce. Ella sempre e ancor oggi scende sulla terra, protesa verso i figli e il mondo, per illuminarli, soccor­rerli, salvarli, portarli a Gesù».
Egli continuò: «Il mio Cuore è inseparabilmente unito al Cuore della Madre mia. Unica è la fiamma d'Amore dei nostri due Cuori: il mio Amo­re infinito alimenta il suo Cuore. Due Cuori uniti nell'unica fiamma d'A­more del Figlio, così che dei nostri due Cuori formiamo un sol cuore e una sola volontà: la Volontà di Dio. Hai compreso perché si dice: Cuor di Gesù vivente in Maria? Come staccare Maria e il suo Cuore dal Mio, se Essa è legata con legami così profondi con la Santissima Trinità, col Figlio di Dio e suo Figlio Gesù, da esserne tutta assorbita, immedesimata, divi­nizzata? Comprendi le grandezze del Cuor di Maria? Amalo tanto questo suo Cuore, perché amandolo tu ami anche il Mio. Se tu sei nel mio Cuo­re, sei anche nel Suo. Se sei nel suo Cuore, sei anche nel Mio. Amala, falla conoscere ed amare, così consolerai il mio Cuore».
Tratto da: “Il diario mistico di Camilla Bravi”



Il Cuore Immacolato di Maria

(art. tratto dalla rivista Madre di Dio)

La devozione al Cuore di Maria richiede purezza d'animo ed è fonte inesauribile di vita interiore.
Nella Bibbia il cuore esprime il compendio di tutta la vita interiore dell'uomo, per cui spesso Dio si rivolge al cuore per agire in profondità su tutta la persona; e quando, con il profeta Ezechiele, promette di dare un cuore nuovo, indica una totale conversione a lui, da parte del suo popolo che si era completamente sbandato. Perciò, parlare del cuore di Maria significa penetrare in tutta la sua interiorità, nel suo rapporto con Dio e con gli uomini. La frase ripetuta da Luca, che Maria "custodiva tutto nel suo cuore" [cfr. Lc 2, 51] fa diretta menzione del cuore della Vergine; ma è solo un avvio iniziale di tutto uno sviluppo che è andato crescendo lungo i secoli e che è esploso soprattutto negli ultimi tempi. La riflessione patristica sul cuore di Maria ha insistito, specie con Agostino, nel vedere in esso "lo scrigno di tutti i misteri", in particolare del mistero dell'Incarnazione, giungendo all'affermazione che "Maria ha concepito nel cuore prima che nel grembo". Sempre più nel Medioevo si è sviluppata la devozione al cuore di Maria che più tardi, con San Giovanni Eudes [+ 1680], acquisterà una rigorosa spiegazione teologica e riceverà ufficialmente un culto liturgico. Da qui ebbero impulso gli sviluppi più recenti, che possiamo individuare in tre avvenimenti: 1 Nel 1830, quando la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, chiedendole di far coniare quella "medaglia miracolosa" che si diffuse in tutto mondo in milioni di esemplari, fece riprodurre nel retro i due cuori di Gesù e di Maria, abbinandoli nella devozione dei fedeli. 2 Un secondo avvenimento significativo fu la ripercussione in campo mariano che si ebbe quando, a cavallo tra i secoli XIX e XX, Leone XIII consacrò il mondo al Sacro Cuore di Gesù. Si pensava già allora che fosse maturo il tempo per procedere anche alla consacrazione al Cuore di Maria, dal momento che il Signore ha voluto associare la Vergine Madre a tutta l'opera di Salvezza. [Non si arrivò a questa realizzazione, ma si ottenne ugualmente un impulso alla devozione al Cuore di Maria e agli studi su tale devozione]. 3 Non c'è dubbio che lo sviluppo maggiore si ebbe con le Apparizioni della Madonna a Fatima, nel 1917. Si può anzi dire che, come per la devozione al Sacro Cuore di Gesù furono di grande sprone le Apparizioni del Signore a Santa Margherita Maria Alacoque, così le Apparizioni ai tre Pastorelli di Fatima diedero un impulso decisivo alla devozione al Cuore di Maria. Da notare che già dal 1854, ossia dalla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, si incominciò a diffondere l'espressione "Cuore Immacolato di Maria": cioè, "Cuore dell'Immacolata". E proprio a Fatima, nell'Apparizione del 13 Giugno 1917, la Vergine disse: "Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Quindi chiese che al suo Cuore Immacolato venisse consacrata la Russia. "Beati i puri di cuore" Qual è il valore di questa devozione, diretta soprattutto a invocare l'intercessione di Maria su di noi? Nella storia delle Scuole di Spiritualità, la devozione al Cuore di Maria si è dimostrata una fonte inesauribile di vita interiore, poiché da una parte il Cuore della Vergine comprende tutto il suo mistero di grazia e di amore per Dio e per l'umanità, dall'altra non possiamo passare sotto silenzio quei richiami con i quali la Vergine stessa ha voluto indicarci questa specifica devozione: basti pensare a Fatima. Allora, guardando al Cuore Immacolato di Maria, non c'è solo un'attrattiva che spinge alla fiducia; ci deve essere anche una disponibilità all'imitazione, ad aprirsi a Dio con tutto il cuore, a seguire gli ammonimenti materni di Maria. Del resto, un'autentica devozione al Cuore Immacolato di Maria richiede purezza di cuore, secondo l'insegnamento delle Beatitudini evangeliche: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!" [Mt 5, 8].
Gabriele Amorth

martedì 2 giugno 2009

Significato ecclesiale del messaggio di Fatima
Il quarto mezzo per essere buoni cristiani è se­guire il Papa.
In una delle apparizioni la Vergine Santissima confida ai tre bambini la persecuzione contro la Chiesa che si sta tramando e in particolare precisa: «Il Papa dovrà molto soffrire».
In un' altra visione la piccola Giacinta dice « Ho visto il Papa in ginocchio davanti ad un cro­cifisso, che piangeva ».
Facciamo sacrifici per il Papa. La Madonna si è presa cura della persona del Papa, del primo Papa, san Pietro: ma il Papa di oggi è lo stesso Pietro di ieri.
Chi disubbidisce al Papa disubbidisce a Pietro, e chi non segue Pietro non è buon cristiano. Chi non è con Pietro non è un cristiano che fa parte viva della Chiesa, ma è un povero cristiano che vive in una continua agonia: né vive né muore, ma solo agonizza.
Cerchiamo di fare quello che dice la Madonna: « Pregate per il Papa e fate sacrifici perché questa bianca figura di buon pastore guidi sempre con si­curezza le pecore a lui affidate verso l'ovile della salvezza ».
Preghiamo per il Papa. Soffriamo per il Papa. Viviamo e moriamo col Papa.

Dobbiamo capire che il Papa è la guida sicura
La Madonna vede Gesù ancora condannato a morte e ucciso. Certamente ha rivisto il corpo in­sanguinato del suo Figlio che si offriva in sacrificio per redimerci.
Ha sentito quegli scalmanati che gridavano « Non vogliamo che Costui regni su di noi ».
E' un grido di condanna che il nostro secolo con­tinua a ripetere. Per questo incontriamo delle per­sone senza Dio, senza scrupoli di coscienza. Leggete le notizie dei giornali, guardate questa nostra povera Italia. Quanta confusione! Quanto male! Quante lagrime!
Chi può essere una guida sicura? E' ancora Fatima che ci parla: è il Papa.
La Madonna si è presa cura del Papa. Sapete perché?
Perché in mezzo a questo disorientamento, se non vogliamo andare nel buio più profondo, dobbia­mo capire che il Papa è la guida sicura.
E' dovere di ogni cristiano riascoltare Pietro e, con l'aiuto della Madonna, seguirlo in tutto e per tutto.
Allora avremo una società migliore, un'Italia migliore e anche un mondo migliore.

La consacrazione a Maria
La Vergine Santissima, visti questi tempi e que­sti momenti tanto tristi, ci chiese anche una cosa bellissima: «Consacratevi al mio Cuore Immacolato».
La consacrazione a Maria non consiste nel legge­re una preghiera e poi uscire dalla chiesa e conti­nuare ad essere come prima.
No. Consacrarsi alla Madonna vuol dire cambiar vita. Vuol dire conversione. Vuol dire essere dei cristiani autentici.
Ricordo qualche anno addietro: quante consa­crazioni! ... Ma quante formule di parole!
La Madonna intende la consacrazione in questo modo: « Se non siamo stati finora dei buoni cristia­ni, ecco inizia la nostra conversione. Da ora in poi sarò un buon cristiano ».
La consacrazione a Maria è il cambiamento del­la nostra vita.
Dobbiamo vedere quello che abbiamo fatto nella nostra vita fino ad oggi di bene e di male. Se abbia­mo fatto delle azioni di cui la Madonna non è con­tenta, ecco, con una buona confessione si chiede perdono a Dio e coll'aiuto della Madonna si cambia vita.


da: ("Vivere il Messaggio di Fatima" di Fratel Gino)

Significato della penitenza
Il terzo mezzo raccomandato dalla Madonna per essere un buon cristiano è la penitenza.
Senza sacrificio, senza rinuncia e mortificazione è ben difficile poter essere dei buoni cristiani.
Il cristianesimo è amore, è sacrificio, è eroismo, è rinnegamento di noi stessi.
Cristo dobbiamo sempre testimoniarlo: ieri col martirio nel Colosseo, oggi e domani con un altro martirio, non con le chiacchere. Le chiacchere sono come la polvere, basta un soffio di vento per portar­le via.
I santi, che veramente hanno amato Dio coi fatti, hanno amato anche la penitenza.
Ascoltiamo l'appello della Madonna: amiamo la penitenza. La penitenza non uccide, ma fortifica l'uomo. Uno cosa sola uccide e distrugge l'uomo: il vi­zio del peccato.

. Quale penitenza? La mortificazione degli occhi
Se non riusciamo a fare la penitenza straordina­ria, cerchiamo di fare almeno quella ordinaria: la mortificazione degli occhi e la mortificazione di non seguire l'attuale moda.
« Se il tuo occhio è puro - dice Gesù - tutto il tuo corpo è nella luce; se non è puro tutto il tuo corpo è nelle tenebre ».
L'occhio fa come lo spazzino, prende, raccoglie e accumula tutto dentro di noi. Da ciò nascono i pensieri e i desideri non belli e si cade così nel marciume del peccato.
Mortificherò i miei occhi. La luce è bella e gli occhi sono cari, ma possono causare anche tanto male per l'anima quando non sono controllati.

Quale penitenza? Evitare la moda indecente
Un'altra penitenza è quella di non seguire l'at­tuale moda.
Già nel 1917 la Madonna diceva: « Verrà in­trodotta una moda che offenderà molto mio Figlio ». Care signorine, oggi parlate molto di vita co­munitaria. Ma se prima non facciamo vita comuni­taria con Dio, è difficile farla col prossimo.
La nostra sorella Maria Goretti, e altre sante, per non far vedere quello che non si deve vedere, hanno lasciato trucidare il loro corpo dalla lama del coltello.
Gesù benedetto ci dice: « Guai a voi se date scandali! E' molto meglio per voi che vi leghiate al collo una macina e vi anneghiate in fondo al mare ».
La Vergine santa ci faccia comprendere ed ama­re la virtù della penitenza, pietra fondamentale per essere cristiani e farci riconoscere tali.

Quale penitenza?
Il dovere quotidiano
La Madonna ci richiama ad una certa penitenza. Quale? Sapete quale?
Prima di tutto quella di fare bene ogni giorno il nostro dovere cristiano, dove ci troviamo.
Tu, madre di famiglia, fa bene il tuo dovere di sposa cristiana nella tua casa.
In qualunque ambiente uno si trovi, deve santifi­carsi facendo bene le cose di tutti i giorni. Poi, deve saper offrire quei sacrifiici che durante la giornata non mancano mai, e offrirli sia per arricchire la pro­pria anima, sia per aiutare le anime lontane da Dio a ritrovare la via della casa del Padre.

Quale penitenza? Mortificare la lingua e l'udito
Che cosa abbiamo di nostro? Niente. Tutto è di Dio.
Chi ci ha donato queste mani, queste braccia? Iddio.
Chi ci ha donato queste gambe per poterci muo­vere? Iddio.
Chi ci ha donato una lingua, la luce degli occhi, l'udito, l'intelligenza? Tutto è di Dio.
Di nostro abbiamo solo una cosa: come li ab­biamo usati questi doni e come disgraziatamente possiamo averli sciupati.
Parliamo del dono della lingua, per che cosa Id­dio ce l'ha donata?
Per parlare con Lui e chiamarlo " Padre ". Quin­di parlate con Lui, usatela per la preghiera. Poi, per parlare a tutti i fratelli.
L'udito è un dono di Dio: quanta gente che non sente!
E noi quanto tempo perdiamo per ascoltare chiacchere, per dar retta ai ciarlatani che parlano alla televisione! ...

Quale penitenza? Mortificare l'intelligenza e il cuore
Dio ci ha dato anche l'intelligenza libera per capire le cose.
Che grande dono! Poter distinguere: questo è bene, questo è male.
Ma come usiamo male anche questo grande dono di Dio!
Tutto ciò che abbiamo è dono di Dio. Noi stessi siamo veramente un dono di Dio.
Ma siamo un dono di Dio quando siamo tutti di Dio, quando non ci separiamo da Dio.
Tutti i doni che Dio mi ha dati sono al suo ser­vizio, al servizio dei miei fratelli per amore di Dio. La cosa non è difficile, è molto facile. Fare del bene vuol dire essere liberi come gli uccelli dell' aria. A fare il male siamo degli schiavi.

Quale penitenza? accontentarsi di quello che si ha
Bisogna ricorrere di nuovo al santo Rosario, perché le mani vogliono possedere qualche cosa.
O riprendete in mano la catena che vi parla di amore, o la fate cadere per prendere, forse, la pi­stola, la quale vi parla di odio. Questo lo vediamo tutti i giorni.
Non tira una pistolettata chi recita il Rosario, perché ha imparato che nel Rosario ci sono i misteri dell'amore, c'è la Bibbia dell'amore, ci sono i pro­feti dell'amore, e c'è anche la nostra vita cristiana, vita d'amore.
Ritorniamo in ginocchio e preghiamo il Signore che questo celeste Bambino, assieme alla sua Mam­ma, dia a tutti la forza di accontentarsi di quello che il buon Dio, per la sua santa volontà, ci dà giorno per giorno, e di non essere mai attaccati alle cose che non ci accontentano mai.
Quando c'è il necessario, c'è tutto. Ci basta. Se si può camminare con la macchina più picco­la, perché logorarsi il fegato per averne una più grande?
Oggi il mondo è scontento, il mondo manca di pace. Ma anche quell'altro mondo, quello che è dentro di noi, è senza pace.
Perché? Perché ci siamo fatti prendere dalla ma­teria. E dove domina la materia non entra Lui, l’autore della pace.


da: " Vivere il Messaggio di Fatima" di Fratel Gino

Il Rosario in famiglia
Vi siete mai resi conto perché in tante famiglie Dio non può entrare? Sapete perché?
Perché nelle nostre famiglie non si prega più. Nelle nostre famiglie non si va più ai sacramenti e lentamente si diventa dei materialoni. E poi la ma­teria ci soffoca, ci acceca, ed eccoci nel buio.
Ma quanto era bella quella famiglia raccolta da­vanti al quadro della Madonna, tutti riuniti, anche i bambini, e si insegnava il Padre Nostro e l' Ave Maria, e dicevano il Rosario!
La corona della Madonna ce la siamo tolta dal­le mani; i nostri bambini talvolta non sanno neppu­re che cos'è.
Ma, cari genitori, non mettiamo più in mano ai bambini il Rosario della Madonna, e a 18 anni vo­stro figlio che cosa avrà in mano? Starà sempre così senza far niente?
Non avete messo loro in mano l'arma dell'amo­re, e dovrete vedere nelle loro mani l'arma dell' odio, la pistola. E non sarà questo anche per colpa dei genitori?

Il Rosario e i giovani
Vorrei farvi una doman­da. Vorrei chiedervi che cosa vuole la società oggi da voi.
Con le chiacchere vi dicono che vogliono perso­ne oneste, ma, strizzando l'occhio maligno vi dico­no: « Ragazzi, cercate di essere disonesti; altrimenti non si fanno i processi, altrimenti non c'è il danaro che gira.
« Ragazzi, non comportatevi bene, perché per creare questo caos di materialismo e per tenere la nostra sedia bella comoda, sono necessarie due brut­te cose, le quali sono sempre unite come due sposi che si mettono reciprocamente l'anello: e quali so­no le due brutte cose che rovinano la nostra società? Il sesso e il denaro.
Essi sono sempre sposati.
Su questo giro di sesso e danaro ora si aggiunge anche la droga ed il resto: c'è chi mangia sopra tutta questa corruzione! ». Ecco che cosa vuole la società.
Se non vogliamo diventare schiavi di certa gen­te, bisogna ricorrere di nuovo al celeste Bambino, bisogna ricorrere di nuovo alla corona del Rosario.

Rosario e Comunione Eucaristica
Il Rosario e la Comunione quanti santi ci hanno dato in questi secoli! Quanti santi che davanti all' Eucarestia hanno passato nottate intere in ginocchio nella chiesa!
Oggi Gesù è solo.
Ma anche gli uomini rimangono soli: quando perdiamo Gesù perdiamo la Testa.

La Comunione riparatrice dei primi cinque sabati
Il secondo mezzo per essere buoni cristiani rac­comandato dalla Madonna a Fatima è una vita de­dita ai sacramenti dell' Eucarestia e della Penitenza.

« Fate spesso la santa Comunione, specialmente con intenzioni particolari, nei primi cinque sabati del mese. Fatela in riparazione al mio Cuore da voi tanto offeso ».
Dobbiamo costatare purtroppo che questa nostra grande e santissima Mamma è stata fra tutte le don­ne la più maltrattata e offesa.
Ripariamo il male recato a questo Cuore da noi e dagli altri.
Viviamo la nostra vita di sacramenti, special­mente la confessione e la comunione: così nel no­stro cuore avremo sempre la luce.
Non più peccare, ma amare. Non più chiacchere ma fatti per corrispondere all' Amore.

La preghiera non basta senza la penitenza
Se non facciamo mai la preghiera non ci si rie­sce. Quindi necessitano preghiere e sacramenti. Però non bastano. Molte persone mi dicono « Io prego, faccio sempre la Comunione, però mi accorgo che ricado sempre nelle stesse miserie ». Sapete perché ci cascano? Perché manca anco­ra una parte importante, manca la penitenza.
Che cosa sarà questa penitenza? I santi ne han­no fatte diverse e in molte forme. Che cosa significa per noi penitenza?
Ve n'è una molto importante e molto facile per tutti: la penitenza dei nostri occhi.
Perché? Perché se il nostro occhio è puro, cioè abituato a guardare le cose pure, buone, belle, e scansa quelle che non sono da guardare, tutto il suo corpo sta nella luce, come dice il Signore. Se il mio occhio non è puro, anche tutto il mio corpo sarà nella tenebra, è certo.
La preghiera e la Comunione devono essere aiu­tate da quest'altra che si chiama penitenza o morti­ficazione.
Non è che dobbiamo andare sempre a testa bas­sa, che si andrebbe a sbattere contro la gente. Però se il televisore trasmette cose stupide e abbiamo il coraggio di chiudere; se andiamo per strada e s'in­contrano cose indecenti o dannose e si volge lo sguardo dall'altra parte ... questa è penitenza : la penitenza dei nostri occhi che ci è di aiuto per rag­giungere la perfezione.

da: ("Vivere il Messaggio di Fatima" di Fratel Gino)