lunedì 9 ottobre 2017
sabato 7 luglio 2012
Giacinta di Fatima
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domenica 29 gennaio 2012
La pastorella della Madonna
Giacinta di FatimaTratto da: “La pastorella della Madonna”
Nel 1935 Suor Lucia scrive circa sua cugina Giacinta: "Ho speranza che il Signore, per la gloria della Santissima Vergine, le concederà l'aureola della santità. Lei era bambina solo negli anni. Per il resto, sapeva praticare le virtù e mostrare a Dio e alla Santissima Vergine il suo amore per la pratica del sacrificio... È ammirevole come avesse compreso lo spirito di preghiera e di sacrificio che la Madonna ci raccomandò.... Conservo di lei una grande stima di santità". E aggiunge: "Giacinta fu, secondo me, quella a cui la Madonna comunicò una maggiore abbondanza di grazie, di conoscenza di Dio e della virtù... Aveva un portamento oltremodo serio, modesto e amabile, che sembrava tradurre la presenza di Dio in tutti i suoi atti, proprio da persona avanti negli anni e di grande virtù".
Leggiamo nella prefazione all'edizione portoghese di quest'opera: "Questo libricino, nelle sue poche pagine elaborate dal grande apostolo di Fatima, padre Fernando Leite...ci fa scoprire la semplicità e trasparenza dell'anima gigante della piccola Giacinta. E ci fa vedere a tutti noi, in particolare ai bambini, come una bambina, a partire dai sei anni...fino alla morte, prima di compierne dieci, diventò una risposta fedele alle richieste del Celestiale Messaggero e della Madonna.
Tre amiciAi due fratellini Francesco e Giacinta piaceva molto andare insieme alla loro cugina Lucia, che viveva nella stessa zona di Aljustrel, in una casa vicina. Scrive Lucia:
"Non so perché Giacinta e suo fratellino Francesco avessero per me una particolare predilezione e mi cercassero quasi sempre per giocare. Non gli piaceva la compagnia di altri bambini e mi chiedevano di andare a un pozzo che avevano i miei genitori in fondo al podere".
In quel luogo saltellavano, giocavano e si divertivano un mondo, raccontandosi le belle storielle che ognuno sapeva. Insieme pure partivano con le pecore verso il monte.
"A Giacinta piaceva molto prendere gli agnellini bianchi, sedersi cingendoseli al collo, abbracciarli e baciarli e, quando calava la notte, portarli a casa tenendoli sempre al collo perché non si stancassero. Un giorno, tornando a casa, si mise in mezzo al gregge:
"- Giacinta - le domandai - perché sei lì, in mezzo alle pecore?
"- Per fare come Nostro Signore, il quale in quel santino che mi hanno dato sta anche lui così, in mezzo a molte pecore e con una al collo".
Tre baci e tre abbracci
In certe occasioni si divertivano giocando alle "prendas". Chi vince im
partisce ordini a chi perde. Lucia racconta quanto segue al riguardo a Giacinta: "Un giorno stavamo giocando così a casa dei miei e mi toccò di darle a lei un ordine. Mio fratello stava scrivendo seduto a un tavolo; le disse allora di dargli un abbraccio e un bacio."- Questo no! Ordinami altro - reagisce Giacinta -, perché non mi chiedi di baciare Nostro Signore che è lì? (si trattava di un crocifisso appeso alla parete).
- Va bene - risposi - sali su una sedia, portalo qui e, in ginocchio, gli darai tre baci e tre abbracci, uno per Francesco, uno per me e un altro per te.
- A Nostro Signore ne do tutti quelli che vorrai.
E corse a prendere il crocifisso. Lo baciò e abbracciò con tale devozione, che mai dimenticherò quella azione."
Tre baci e tre abbracci a Gesù e Maria, non sarà questo il simbolo della vita dei tre pastorelli? Non è stata tutta un bacio d'amore a Nostro Signore e alla Sua Madre Santissima?
Gesù nascostoSiccome mia sorella era zelatrice del Sacro Cuore di Gesù - racconta Lucia – si era assunta l’impegno di vestire alcuni angioletti che avevano il compito di lanciare fiori vicino al baldacchino del Santissimo durante la processione...". Giacinta fu una delle bambine scelte per sì onorevole incarico.
Mia sorella - continua Lucia - ci spiegò come dovevamo far cadere i fiori sul Bambino Gesù.
Giacinta chiese:
- E noi lo vedremo?
- Sì, rispose mia sorella. Sarà portato dal Signor Priore...
Arrivò infine il giorno tanto atteso... Ci misero tutte e due accanto all'altare e nella processione accanto al baldacchino, ognuna col suo cestino di fiori. Nei luoghi segnati da mia sorella, lanciavo su Gesù i miei fiori. Nonostante i molti segni che feci a Giacinta, non riuscii a farle lanciare neanche un fiore. Lei guardava in continuazione il signor Priore e niente altro. Quando finì la processione, mia sorella la portò fuori della chiesa e le domandò:
- Giacinta, perché non hai lanciato i fiori su Gesù?
- Perché non l'ho visto.
Poi mi chiese:
- Allora, tu hai visto il Bambino Gesù?
- No! Ma non sai che il Bambino Gesù nell'Ostia non si vede, è nascosto? È Lui che noi riceviamo nella nostra comunione."
Gesù nascosto passò ad essere l'espressione con cui i tre pastorelli si riferivano a Nostro Signore Sacramentato.
Grazie Gesù, per averci donato” Giacinta”
fa che molti piccoli posso seguire il suo esempio
per santificarsi e donarsi per la salvezza delle anime. Amen.
Santa Giacinta di Fatima
PREGA PER NOI!
dal sito: preghiereagesuemaria
mercoledì 23 giugno 2010
Giacinta di Fatima
"La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie.
"Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo.
"La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliuolo sul mondo.
SUI SACERDOTI E I GOVERNANTI
I sacerdoti devono occuparsi solo delle cose di Chiesa!
"I sacerdoti devono essere puri, molto puri!
"La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori ed al S. Padre offende molto Gesù.
"Mia madrina, preghi molto per i governanti!
"Guai a quelli che perseguitano la Religione di Gesù.
"Se il Governo lasciasse in pace la Chiesa e lasciasse libertà alla santa religione, sarebbe benedetto da Dio".
SOPRA IL PECCATO"I peccati che portano più anime all'inferno sono i peccati della carne.
"Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù.
"Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo stesso.
"I peccati del mondo sono molto grandi.
"Se gli uomini sapessero ciò che è l'Eternità, farebbero di tutto per cambiar vita.
"Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza.
"Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù non sono di Dio".
"Madrina mia, non vada in mezzo al lusso; fugga le ricchezze! Sia molto amica della santa povertà e del silenzio. Abbia molta carità anche con chi è cattivo. Non parli male di nessuno e fugga chi dice male. Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in Cielo. La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Nostro Signore.
"La confessione è un sacranzento di misericordia. Per questo bisogna avvicinarsi al confessionale con confidenza e gioia. Senza confessione non c'è salvezza.
"La Madre di Dio desidera molte anime vergini, che si leghino a lei con il voto di castità.
"Per essere religiosa bisogna essere molto pura nell'anima e nel corpo".
- "E sai che vuol dire essere pura?", chiede madre Godinho.

- "Lo so, lo so. Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell'anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere; non rubare; non mentire; dir sempre la verità, anche quando ci costa ...".
"Chi non adempie le promesse che fa alla Madonna, non avrà mai pace.
"I medici non hanno luce e scienza per curare bene gli ammalati, perché non hanno amor di Dio".
- "Chi t'insegnò tante cose?", chiede madre Godinho.
- "Fu la Madonna, ma alcune cose le penso io. Mi piace tanto pensare!". (Cfr. G. de Marchi, pp. 303-304; W. T. Walsh, pp. 268-269)
Notando che molti visitatori conversavano e ridevano nella cappella dell'orfanotrofio, Giacinta chiese a madre Godinho di fare loro presente che questo comportamento costituiva mancanza di rispetto verso la Presenza reale. Poiché questa misura non diede risultati soddisfacenti, chiese che si facesse questa comunicazione al cardinale: "La Madonna non vuole che la gente parli in chiesa". (Cfr. G. De Marchi, p. 298)
Durante la sua breve permanenza all'ospedale, Giacinta fu favorita da nuove visite della Madonna, che le annunciò il giorno e l'ora in cui sarebbe morta. Quattro giorni prima di portarla in cielo, la santissima Vergine le tolse tutti i dolori.
La vigilia della sua morte, qualcuno le chiese se voleva vedere la madre. Giacinta rispose:
"La mia famiglia durerà poco tempo. Presto ci incontreremo in Cielo. La Madonna apparirà un'altra volta, non a me, perché di certo morrò, come mi disse Lei". (Cfr. G. De Marchi, p. 310)
La Madonna venne a prendere Giacinta il 20 febbraio 1920. Francesco aveva reso la sua anima a Dio il 4 aprile dell'anno precedente.

Giacinta fu sepolta nel cimitero di Vila Nova de Ourém. Francesco era stato precedentemente sepolto in quello di Fatima. Il 12 settembre 1935, i resti mortali di Giacinta furono traslati al cimitero di Fatima, dove furono deposti in un sepolcro nuovo appositamente costruito per lei e per suo fratello. Sulla lapide, una semplice iscrizione diceva: "Qui riposano i resti mortali di Francesco e di Giacinta, a cui è apparsa la Madonna".
Più tardi, rispettivamente nel 1951 e nel 1952, le preziose spoglie furono portate nella cripta della basilica di Fatima, ove si trovano ancora.
I processi canonici preparatori per la beatificazione dei due veggenti di Fatima sono stati iniziati ufficialmente nel 1949. La comunicazione delle grazie, ottenute per intercessione dei servi di Dio Francesco e Giacinta, deve essere fatta al vice-postulatore della causa, presso il palazzo episcopale di Leiria, in Portogallo.
lunedì 26 aprile 2010
Che posto ha la devozione al Cuore Immacolato ...
Che posto ha la devozione al Cuore Immacolato di Maria nella nostra vita?Questa devozione ha avuto una raccomandazione particolare da parte di Papa Pio XII ed è stata definita dalla stessa Suor Lucia di Fatima come l’ultimo mezzo concesso all’umanità per salvarsi.
Certamente la consacrazione del genere umano al Cuore Immacolato da parte di Pio XII (1942) è un avvenimento legato al dramma della seconda guerra mondiale, ma nello stesso tempo essa esprimeva la consapevolezza del Papa che la Chiesa era entrata in un conflitto decisivo, ben più ampio e tragico delle vicende belliche concluse nel 1945. Ecco infatti come si esprimeva – a guerra conclusa – il medesimo Pontefice il 13 maggio 1946, in occasione dell’incoronazione della Madonna di Fatima:
“In questa ora decisiva della Storia, come il regno del male con infernale strategia, adopera ogni mezzo e impegna tutte le sue forze per distruggere la fede, la morale, il Regno di Dio, così i figli della luce e i figli di Dio debbono tutto impegnare e impegnarsi tutti per difenderlo, se vogliono che siano evitate rovine immensamente più grandi e più disastrose di quelle materiali disseminate dalla guerra. In questa lotta non ci possono essere neutrali o indecisi”
Parole inequivocabili. Monito profetico.
Che dire oggi a distanza di sessantatre anni?
Esiste un male gravissimo, ben superiore alle distruzioni di una guerra mondiale: è la ‘distruzione della fede, della morale, del Regno di Dio’.
Pio XII è stato lungimirante: una ‘terza guerra mondiale’ di tipo spirituale si profilava già in quei tempi e sarebbe scoppiata pochi anni dopo la morte del Pontefice ed avrebb
e provocato un danno umanamente irreparabile. La fede sarebbe stata distrutta e il Regno di Dio sarebbe stato rimpiazzato dal Regno dell’Uomo, in nome della laicità e dei diritti umani. Quanto alla morale cattolica è giocoforza che affossando la fede e con essa la centralità della Persona di Nostro Signore, anch’essa non possa che dissolversi poiché una legge non può sussistere laddove il Legislatore è bandito: proprio qui si colloca la grande illusione del cristianesimo moderno, ovvero l’illusione di vivere un’esperienza ‘pacifica’, una santificazione ‘tranquilla’, senza più il bisogno di abbracciare la croce e di lottare contro le conseguenze del peccato originale presenti nel mondo e dentro le membra di ciascuno di noi. E’ questa illusione diabolica che ha anestetizzato i cristiani, li ha resi indifferenti, facendo loro perdere il fervore e – apparentemente – la guerra stessa.Questa guerra non è conclusa, quantunque silenziosa è tutt’ora in corso e continua a mietere anime: scoppiata ai tempi del Concilio essa cesserà quando il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
venerdì 9 ottobre 2009
mercoledì 30 settembre 2009
Ora, ciò che soprattutto raccomando è che ci si avvicini al Tabernacolo e si faccia orazione. Li si incontrerà la luce e la forza per nutrirsi e donarsi agli altri. Donarsi con umiltà, con soavità e, nello stesso tempo, con fermezza. Perché coloro che esercitano una responsabilità hanno il dovere di tenere la verità nella dovuta considerazione, con serenità, con giustizia e con carità. Per questo, hanno bisogno ogni giorno di più pregare, di stare vicino a Dio, di trattare con Dio di tutti i problemi, prima di affrontarli con le creature. Continui per questa strada e vedrà che vicino al Tabernacolo troverà più sapienza, più luce, più forza, più grazia e più virtù che giammai potrà incontrare nei libri, negli studi, nè presso creatura alcuna. Non giudichi mai perduto il tempo che passa nell’orazione e vedrà come Dio le comunicherà la luce, la forza e la grazia di cui ha bisogno, e anche quello che Dio le chiede. È questo che importa: fare la volontà di Dio, rimanere dove Egli ci vuole e fare ciò che Egli ci chiede. Ma sempre con spirito di um
iltà, convinti che da soli non siamo niente, e che deve essere Dio a lavorare in noi e servirsi di noi per tutto quello che Lui domanda.Per questo abbiamo tutti bisogno di intensificare molto la nostra vita di interiore unione con Dio e tutto ciò si consegue per mezzo della preghiera. Che a noi manchi il tempo per tutto, meno che per la preghiera, e vedrà come in meno tempo si farà molto! Tutti noi, ma specialmente chi ha una responsabilità, senza la preghiera, o che abitualmente sacrifica la preghiera per le cose materiali è come una penna d'oca di cui ci si serve per sbattere l'albume delle uova, elevando castelli di schiuma che, senza zucchero per sostenerli, in seguito si disgregano e disfanno trasformandosi in acqua putrida. Per questo Gesù Cristo disse: "Voi siete il sale della terra, ma se questo perde la forza, a nient'altro più serve se non per essere gettato via". E, siccome questa forza sola da Dio la possiamo ricevere, abbiamo bisogno di avvicinarci a Lui, perché ce la comunichi e questa vicinanza si realizza solo per mezzo della preghiera, che è il luogo in cui l'anima si incontra direttamente con Dio.
Raccomandi questo a tutti i suoi fratelli e lo sperimenteranno. E poi mi dica se mi sono ingannata. Sono ben certa di quale sia il principale male del mondo attuale e la causa del regresso nelle anime consacrate. Ci allontaniamo da Dio, e senza Dio inciampiamo e cadiamo. Il demonio è astuto per sapere qual è il punto debole e attraverso il quale ha da attaccarci. Se non stiamo attenti e non ci premuriamo con la forza di Dio, soccombiamo, perché i tempi sono molto cattivi e noi siamo molto deboli. Solo la forza di Dio ci può sostenere.
Veda se può portare avanti tutto con calma, confidando sempre in Dio e Lui farà tutto quello che noi non possiamo fare e supplirà alla nostra insufficienza.
Sr. Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria
lunedì 10 agosto 2009
Piccola Fatima -S. Basilio- Reggio Calabria
Nella località di S. Basilio presso Reggio Calabria molti segni nel corso di tantissimi anni hanno manifestato la presenza e il richiamo di Maria di Fatima alla conversione. In progetto, fra breve, una piccola cappellina come quella di Fatima.sabato 20 giugno 2009
Il Cuore Immacolato di Maria
Maggio 1949 Nella Comunione spirituale, Gesù mi disse: «Adorami oggi nel mio Cuore vivente in Maria, come te l'ho mostrato più volte. Tu a volte pensi non sarebbe più esatto dire: Maria vivente nel Cuor di Gesù. Ora ti spiego perché si dice: Gesù vivente in Maria. Perché è il mio Cuore che dona a Lei l'amore e tutti i suoi sentimenti. È il suo Cuore che riceve dal Mio. Il mio Cuore è stato formato in Maria Santissima per opera dello Spito Santo; e come Essa nell'Incarnazione mi ha dato il suo sangue immacolato, e il mio Sangue è sangue di Maria, come Essa, essendo madre di Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, è diventata la vera Madre anche di Dio per partecipazione del Verbo Figlio di Dio che in Lei assunse Carne, la Vergine è perciò la Madre vera di Dio, perché Madre di Gesù Cristo vero Dio. Il mio Cuore è vivente nel suo Cuore, perché ha fatto sempre la volontà di Dio quand'era in terra, e la fa in Cielo in modo perfettissimo.
Perciò tu puoi chiamarlo: Cuore della divina Volontà. L'essenza del Cuore di Maria è la Volontà divina. Perciò in Cielo comanda e ottiene tutto ciò che vuole Dio. Di nessun altro cuore s'è servito Iddio come di quello di Maria, e in esso Egli ha versato tutto il suo infinito Amore, tanto grande da renderla Figlia del Padre, Madre del Figlio, sposa dello Spirito Santo.
Il Cuore di Maria conosce tutti i segreti di Dio, perché è unito al Cuore del suo Figlio Gesù. Maria partecipa per grazia e possiede gli attributi del mio Cuore: la bontà, la grandezza, la potenza e la sapienza del Sacro Cuore di Gesù, Verbo Incarnato in Lei. Il Cuore di Maria è il forziere che racchiude i gioielli, cioè le grazie di Dio, per versarle sul mondo. È il tabernacolo in cui l'eterna Sapienza vuole essere adorata dagli Angeli e dagli uomini. È specchio di Dio che riverbera la Divinità; è dolce calamita che attira le anime nel Cuore di Gesù, e che conquista o disperde i miei nemici.
Dio ha voluto sin dall'eternità ch'Ella diventasse la Madre sua, per trasfondere nel suo Cuore materno l'Amore suo infinito verso le sue creature. Maria ama teneramente tutta l'umanità, specialmente i figli della Chiesa di cui Ella ha partorito il Capo, Gesù; ed esercita ancora il suo Amore verso di loro, figli suoi adottivi. Ella intercede, placa, disarma la Giustizia divina. E questo amore materno in Lei, è Dio che glielo dona continuamente per associarla in tutto a Sé nell'opera di salvezza delle anime, come la volle Corredentrice nella Redenzione del genere umano, costituendola nostra Madre ai piedi della Croce. Ella sempre e ancor oggi scende sulla terra, protesa verso i figli e il mondo, per illuminarli, soccorrerli, salvarli, portarli a Gesù».
Egli continuò: «Il mio Cuore è inseparabilmente unito al Cuore della Madre mia. Unica è la fiamma d'Amore dei nostri due Cuori: il mio Amore infinito alimenta il suo Cuore. Due Cuori uniti nell'unica fiamma d'Amore del Figlio, così che dei nostri due Cuori formiamo un sol cuore e una sola volontà: la Volontà di Dio. Hai compreso perché si dice: Cuor di Gesù vivente in Maria? Come staccare Maria e il suo Cuore dal Mio, se Essa è legata con legami così profondi con la Santissima Trinità, col Figlio di Dio e suo Figlio Gesù, da esserne tutta assorbita, immedesimata, divinizzata? Comprendi le grandezze del Cuor di Maria? Amalo tanto questo suo Cuore, perché amandolo tu ami anche il Mio. Se tu sei nel mio Cuore, sei anche nel Suo. Se sei nel suo Cuore, sei anche nel Mio. Amala, falla conoscere ed amare, così consolerai il mio Cuore».

Il Cuore Immacolato di Maria
La devozione al Cuore di Maria richiede purezza d'animo ed è fonte inesauribile di vita interiore.
Nella Bibbia il cuore esprime il compendio di tutta la vita interiore dell'uomo, per cui spesso Dio si rivolge al cuore per agire in profondità su tutta la persona; e quando, con il profeta Ezechiele, promette di dare un cuore nuovo, indica una totale conversione a lui, da parte del suo popolo che si era completamente sbandato. Perciò, parlare del cuore di Maria significa penetrare in tutta la sua interiorità, nel suo rapporto con Dio e con gli uomini. La frase ripetuta da Luca, che Maria "custodiva tutto nel suo cuore" [cfr. Lc 2, 51] fa diretta menzione del cuore della Vergine; ma è solo un avvio iniziale di tutto uno sviluppo che è andato crescendo lungo i secoli e che è esploso soprattutto negli ultimi tempi. La riflessione patristica sul cuore di Maria ha insistito, specie con Agostino, nel vedere in esso "lo scrigno di tutti i misteri", in particolare del mistero dell'Incarnazione, giungendo all'affermazione che "Maria ha concepito nel cuore prima che nel grembo". Sempre più nel Medioevo si è sviluppata la devozione al cuore di Maria che più tardi, con San Giovanni Eudes [+ 1680], acquisterà una rigorosa spiegazione teologica e riceverà ufficialmente un culto liturgico. Da qui ebbero impulso gli sviluppi più recenti, che possiamo individuare in tre avvenimenti: 1 Nel 1830, quando la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, chiedendole di far coniare quella "medaglia miracolosa" che si diffuse in tutto mondo in milioni di esemplari, fece riprodurre nel retro i due cuori di Gesù e di Maria, abbinandoli nella devozione dei fedeli. 2 Un secondo avvenimento significativo fu la ripercussione in campo mariano che si ebbe quando, a cavallo tra i secoli XIX e XX, Leone XIII consacrò il mondo al Sacro Cuore di Gesù. Si pensava già allora che fosse maturo il tempo per procedere anche alla consacrazione al Cuore di Maria, dal momento che il Signore ha voluto associare la Vergine Madre a tutta l'opera di Salvezza. [Non si arrivò a questa realizzazione, ma si ottenne ugualmente un impulso alla devozione al Cuore di Maria e agli studi su tale devozione]. 3 Non c'è dubbio che lo sviluppo maggiore si ebbe con le Apparizioni della Madonna a Fatima, nel 1917. Si può anzi dire che, come per la devozione al Sacro Cuore di Gesù furono di grande sprone le Apparizioni del Signore a Santa Margherita Maria Alacoque, così le Apparizioni ai tre Pastorelli di Fatima diedero un impulso decisivo alla devozione al Cuore di Maria. Da notare che già dal 1854, ossia dalla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, si incominciò a diffondere l'espressione "Cuore Immacolato di Maria": cioè, "Cuore dell'Immacolata". E proprio a Fatima, nell'Apparizione del 13 Giugno 1917, la Vergine disse: "Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato". Quindi chiese che al suo Cuore Immacolato venisse consacrata la Russia. "Beati i puri di cuore" Qual è il valore di questa devozione, diretta soprattutto a invocare l'intercessione di Maria su di noi? Nella storia delle Scuole di Spiritualità, la devozione al Cuore di Maria si è dimostrata una fonte inesauribile di vita interiore, poiché da una parte il Cuore della Vergine comprende tutto il suo mistero di grazia e di amore per Dio e per l'umanità, dall'altra non possiamo passare sotto silenzio quei richiami con i quali la Vergine stessa ha voluto indicarci questa specifica devozione: basti pensare a Fatima. Allora, guardando al Cuore Immacolato di Maria, non c'è solo un'attrattiva che spinge alla fiducia; ci deve essere anche una disponibilità all'imitazione, ad aprirsi a Dio con tutto il cuore, a seguire gli ammonimenti materni di Maria. Del resto, un'autentica devozione al Cuore Immacolato di Maria richiede purezza di cuore, secondo l'insegnamento delle Beatitudini evangeliche: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!" [Mt 5, 8].
martedì 2 giugno 2009
Significato ecclesiale del messaggio di FatimaIl quarto mezzo per essere buoni cristiani è seguire il Papa.
In una delle apparizioni la Vergine Santissima confida ai tre bambini la persecuzione contro la Chiesa che si sta tramando e in particolare precisa: «Il Papa dovrà molto soffrire».
In un' altra visione la piccola Giacinta dice « Ho visto il Papa in ginocchio davanti ad un crocifisso, che piangeva ».
Facciamo sacrifici per il Papa. La Madonna si è presa cura della persona del Papa, del primo Papa, san Pietro: ma il Papa di oggi è lo stesso Pietro di ieri.
Chi disubbidisce al Papa disubbidisce a Pietro, e chi non segue Pietro non è buon cristiano. Chi non è con Pietro non è un cristiano che fa parte viva della Chiesa, ma è un povero cristiano che vive in una continua agonia: né vive né muore, ma solo agonizza.
Cerchiamo di fare quello che dice la Madonna: « Pregate per il Papa e fate sacrifici perché questa bianca figura di buon pastore guidi sempre con sicurezza le pecore a lui affidate verso l'ovile della salvezza ».
Preghiamo per il Papa. Soffriamo per il Papa. Viviamo e moriamo col Papa.
Dobbiamo capire che il Papa è la guida sicura
La Madonna vede Gesù ancora condannato a morte e ucciso. Certamente ha rivisto il corpo insanguinato del suo Figlio che si offriva in sacrificio per redimerci.
Ha sentito quegli scalmanati che gridavano « Non vogliamo che Costui regni su di noi ».
E' un grido di condanna che il nostro secolo continua a ripetere. Per questo incontriamo delle persone senza Dio, senza scrupoli di coscienza. Leggete le notizie dei giornali, guardate questa nostra povera Italia. Quanta confusione! Quanto male! Quante lagrime!
Chi può essere una guida sicura? E' ancora Fatima che ci parla: è il Papa.
La Madonna si è presa cura del Papa. Sapete perché?
Perché in mezzo a questo disorientamento, se non vogliamo andare nel buio più profondo, dobbiamo capire che il Papa è la guida sicura.
E' dovere di ogni cristiano riascoltare Pietro e, con l'aiuto della Madonna, seguirlo in tutto e per tutto.
Allora avremo una società migliore, un'Italia migliore e anche un mondo migliore.
La consacrazione a Maria
La Vergine Santissima, visti questi tempi e questi momenti tanto tristi, ci chiese anche una cosa bellissima: «Consacratevi al mio Cuore Immacolato».
La consacrazione a Maria non consiste nel leggere una preghiera e poi uscire dalla chiesa e continuare ad essere come prima.No. Consacrarsi alla Madonna vuol dire cambiar vita. Vuol dire conversione. Vuol dire essere dei cristiani autentici.
Ricordo qualche anno addietro: quante consacrazioni! ... Ma quante formule di parole!
La Madonna intende la consacrazione in questo modo: « Se non siamo stati finora dei buoni cristiani, ecco inizia la nostra conversione. Da ora in poi sarò un buon cristiano ».
La consacrazione a Maria è il cambiamento della nostra vita.
Dobbiamo vedere quello che abbiamo fatto nella nostra vita fino ad oggi di bene e di male. Se abbiamo fatto delle azioni di cui la Madonna non è contenta, ecco, con una buona confessione si chiede perdono a Dio e coll'aiuto della Madonna si cambia vita.

Significato della penitenza
Il terzo mezzo raccomandato dalla Madonna per essere un buon cristiano è la penitenza.
Senza sacrificio, senza rinuncia e mortificazione è ben difficile poter essere dei bu
oni cristiani.
Il cristianesimo è amore, è sacrificio, è eroismo, è rinnegamento di noi stessi.
Cristo dobbiamo sempre testimoniarlo: ieri col martirio nel Colosseo, oggi e domani con un altro martirio, non con le chiacchere. Le chiacchere sono come la polvere, basta un soffio di vento per portarle via.
I santi, che veramente hanno amato Dio coi fatti, hanno amato anche la penitenza.
Ascoltiamo l'appello della Madonna: amiamo la penitenza. La penitenza non uccide, ma fortifica l'uomo. Uno cosa sola uccide e distrugge l'uomo: il vizio del peccato.
. Quale penitenza? La mortificazione degli occhi
Se non riusciamo a fare la penitenza straordinaria, cerchiamo di fare almeno quella ordinaria: la mortificazione degli occhi e la mortificazione di non seguire l'attuale moda.
« Se il tuo occhio è puro - dice Gesù - tutto il tuo corpo è nella luce; se non è puro tutto il tuo corpo è nelle tenebre ».
L'occhio fa come lo spazzino, prende, raccoglie e accumula tutto dentro di noi. Da ciò nascono i pensieri e i desideri non belli e si cade così nel marciume del peccato.
Mortificherò i miei occhi. La luce è bella e gli occhi sono cari, ma possono causare anche tanto male per l'anima quando non sono controllati.
Quale penitenza? Evitare la moda indecente
Un'altra penitenza è quella di non seguire l'attuale moda.
Già nel 1917 la Madonna diceva: « Verrà introdotta una moda che offenderà molto mio Figlio ». Care signorine, oggi parlate molto di vita comunitaria. Ma se prima non facciamo vita comunitaria con Dio, è difficile farla col prossimo.
La nostra sorella Maria Goretti, e altre sante, per non far vedere quello che non si deve vedere, hanno lasciato trucidare il loro corpo dalla lama del coltello.
Gesù benedetto ci dice: « Guai a voi se date scandali! E' molto meglio per voi che vi leghiate al collo una macina e vi anneghiate in fondo al mare ».
La Vergine santa ci faccia comprendere ed amare la virtù della penitenza, pietra fondamentale per essere cristiani e farci riconoscere tali.
Quale penitenza? Il dovere quotidiano
La Madonna ci richiama ad una certa penitenza. Quale? Sapete quale?
Prima di tutto quella di fare bene ogni giorno il nostro dovere cristiano, dove ci troviamo.
Tu, madre di famiglia, fa bene il tuo dovere di sposa cristiana nella tua casa.
In qualunque ambiente uno si trovi, deve santificarsi facendo bene le cose di tutti i giorni. Poi, deve saper offrire quei sacrifiici che durante la giornata non mancano mai, e offrirli sia per arricchire la propria anima, sia per aiutare le anime lontane da Dio a ritrovare la via della casa del Padre.
Quale penitenza? Mortificare la lingua e l'udito
Che cosa abbiamo di nostro? Niente. Tutto è di Dio.
Chi ci ha donato queste mani, queste braccia? Iddio.
Chi ci ha donato queste gambe per poterci muovere? Iddio. ![]()
Chi ci ha donato una lingua, la luce degli occhi, l'udito, l'intelligenza? Tutto è di Dio.
Di nostro abbiamo solo una cosa: come li abbiamo usati questi doni e come disgraziatamente possiamo averli sciupati.
Parliamo del dono della lingua, per che cosa Iddio ce l'ha donata?
Per parlare con Lui e chiamarlo " Padre ". Quindi parlate con Lui, usatela per la preghiera. Poi, per parlare a tutti i fratelli.
L'udito è un dono di Dio: quanta gente che non sente!
E noi quanto tempo perdiamo per ascoltare chiacchere, per dar retta ai ciarlatani che parlano alla televisione! ...
Quale penitenza? Mortificare l'intelligenza e il cuore
Dio ci ha dato anche l'intelligenza libera per capire le cose.
Che grande dono! Poter distinguere: questo è bene, questo è male.
Ma come usiamo male anche questo grande dono di Dio!
Tutto ciò che abbiamo è dono di Dio. Noi stessi siamo veramente un dono di Dio.
Ma siamo un dono di Dio quando siamo tutti di Dio, quando non ci separiamo da Dio.
Tutti i doni che Dio mi ha dati sono al suo servizio, al servizio dei miei fratelli per amore di Dio. La cosa non è difficile, è molto facile. Fare del bene vuol dire essere liberi come gli uccelli dell' aria. A fare il male siamo degli schiavi.
Quale penitenza? accontentarsi di quello che si ha
Bisogna ricorrere di nuovo al santo Rosario, perché le mani vogliono possedere qualche cosa.
O riprendete in mano la catena che vi parla di amore, o la fate cadere per prendere, forse, la pistola, la q
uale vi parla di odio. Questo lo vediamo tutti i giorni.
Non tira una pistolettata chi recita il Rosario, perché ha imparato che nel Rosario ci sono i misteri dell'amore, c'è la Bibbia dell'amore, ci sono i profeti dell'amore, e c'è anche la nostra vita cristiana, vita d'amore.
Ritorniamo in ginocchio e preghiamo il Signore che questo celeste Bambino, assieme alla sua Mamma, dia a tutti la forza di accontentarsi di quello che il buon Dio, per la sua santa volontà, ci dà giorno per giorno, e di non essere mai attaccati alle cose che non ci accontentano mai.
Quando c'è il necessario, c'è tutto. Ci basta. Se si può camminare con la macchina più piccola, perché logorarsi il fegato per averne una più grande?
Oggi il mondo è scontento, il mondo manca di pace. Ma anche quell'altro mondo, quello che è dentro di noi, è senza pace.
Perché? Perché ci siamo fatti prendere dalla materia. E dove domina la materia non entra Lui, l’autore della pace.
da: " Vivere il Messaggio di Fatima" di Fratel Gino
Vi siete mai resi conto perché in tante famiglie Dio non può entrare? Sapete perché?
Perché nelle nostre famiglie non si prega più. Nelle nostre famiglie non si va più ai sacramenti e lentamente si diventa dei materialoni. E poi la materia ci soffoca, ci acceca, ed eccoci nel buio.Ma quanto era bella quella famiglia raccolta davanti al quadro della Madonna, tutti riuniti, anche i bambini, e si insegnava il Padre Nostro e l' Ave Maria, e dicevano il Rosario!
La corona della Madonna ce la siamo tolta dalle mani; i nostri bambini talvolta non sanno neppure che cos'è.
Ma, cari genitori, non mettiamo più in mano ai bambini il Rosario della Madonna, e a 18 anni vostro figlio che cosa avrà in mano? Starà sempre così senza far niente?
Non avete messo loro in mano l'arma dell'amore, e dovrete vedere nelle loro mani l'arma dell' odio, la pistola. E non sarà questo anche per colpa dei genitori?
Il Rosario e i giovani
Vorrei farvi una domanda. Vorrei chiedervi che cosa vuole la società oggi da voi.
Con le chiacchere vi dicono che vogliono persone oneste, ma, strizzando l'occhio maligno vi dicono: « Ragazzi, cercate di essere disonesti; altrimenti non si fanno i processi, altrimenti non c'è il danaro che gira.
« Ragazzi, non comportatevi bene, perché per creare questo caos di materiali
smo e per tenere la nostra sedia bella comoda, sono necessarie due brutte cose, le quali sono sempre unite come due sposi che si mettono reciprocamente l'anello: e quali sono le due brutte cose che rovinano la nostra società? Il sesso e il denaro.Essi sono sempre sposati.
Su questo giro di sesso e danaro ora si aggiunge anche la droga ed il resto: c'è chi mangia sopra tutta questa corruzione! ». Ecco che cosa vuole la società.
Se non vogliamo diventare schiavi di certa gente, bisogna ricorrere di nuovo al celeste Bambino, bisogna ricorrere di nuovo alla corona del Rosario.
Rosario e Comunione Eucaristica
Il Rosario e la Comunione quanti santi ci hanno dato in questi secoli! Quanti santi che davanti all' Eucarestia hanno passato nottate intere in ginocchio nella chiesa!
Oggi Gesù è solo.
Ma anche gli uomini rimangono soli: quando perdiamo Gesù perdiamo la Testa.
La Comunione riparatrice dei primi cinque sabati
Il secondo mezzo per essere buoni cristiani raccomandato dalla Madonna a Fatima è una vita dedita ai sacramenti dell' Eucarestia e della Penitenza.
« Fate spesso la santa Comunione, specialmente con intenzioni particolari, nei primi cinque sabati del mese. Fatela in ripara
zione al mio Cuore da voi tanto offeso ».Dobbiamo costatare purtroppo che questa nostra grande e santissima Mamma è stata fra tutte le donne la più maltrattata e offesa.
Ripariamo il male recato a questo Cuore da noi e dagli altri.
Viviamo la nostra vita di sacramenti, specialmente la confessione e la comunione: così nel nostro cuore avremo sempre la luce.
Non più peccare, ma amare. Non più chiacchere ma fatti per corrispondere all' Amore.
Se non facciamo mai la preghiera non ci si riesce. Quindi necessitano preghiere e sacramenti. Però non bastano. Molte persone mi dicono « Io prego, faccio sempre la Comunione, però mi accorgo che ricado sempre nelle stesse miserie ». Sapete perché ci cascano? Perché manca ancora una parte importante, manca la penitenza.
Che cosa sarà questa penitenza? I santi ne hanno fatte diverse e in molte forme. Che cosa significa per noi penitenza?
Ve n'è una molto importante e molto facile per tutti: la penitenza dei nostri occhi.
Perché? Perché se il nostro occhio è puro, cioè abituato a guardare le cose pure, buone, belle, e scansa quelle che non sono da guardare, tutto il suo corpo sta nella luce, come dice il Signore. Se il
mio occhio non è puro, anche tutto il mio corpo sarà nella tenebra, è certo.La preghiera e la Comunione devono essere aiutate da quest'altra che si chiama penitenza o mortificazione.
Non è che dobbiamo andare sempre a testa bassa, che si andrebbe a sbattere contro la gente. Però se il televisore trasmette cose stupide e abbiamo il coraggio di chiudere; se andiamo per strada e s'incontrano cose indecenti o dannose e si volge lo sguardo dall'altra parte ... questa è penitenza : la penitenza dei nostri occhi che ci è di aiuto per raggiungere la perfezione.
martedì 10 marzo 2009
venerdì 6 marzo 2009
GESU' E I BESTEMMIATORI
Gesù rivelò alla Serva di Dio, Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tours (1843), l'Apostola della Riparazione: « Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l'orrìbile peccato ferisce apertamente il mio Cuore. Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore, Io ti darò mia freccia d'oro per cicatizzarmi la ferita dei peccatori, ed è questa:Nel 1846 la Madonna appariva piangente a La Salette lamentandosi che ormai non poteva più trattenere il braccio della divina giustizia irritata contro i bestemmiatori, e minacciava gravi castighi se non si cessava d'insultare il Nome Santo di Dio.

dell’uomo, valida per tutti gli esseri umani in tutti i tempi e in
tutte le circostanze; e contro la legge positiva, dettata e fatta
scrivere con parole da Dio, a conferma e a sviluppo della legge
naturale.
Sfida Dio, in quanto lo tratta per nemico, lo provoca a reagire, lo
considera impotente a controbattere, lo oltraggia solo per il
maledetto piacere di oltraggiarlo.
È il linguaggio del diavolo, che disse: “Salirà in cielo, sulle stelle
di Dio innalzerò il trono.., salirò sulle regioni superiori delle
nubi, mi farà uguale all’Altissimo” (Is. 14, 13-14).
Offende gli altri nella loro coscienza religiosa che sente sacro il
sentimento verso Dio e verso quanto è a Lui intimamente unito, e li
offende anche nella loro dignità di persone.
Contagia tutti, perché l’uomo ripete quello che sente, vive di
imitazione, opera secondo l’ambiente, diventa prigioniero delle
abitudini comuni, ripensa alle cose udite anche quando non è
pienamente cosciente di sé.
Attenta alla società, perché, essendo di solito pubblica, è facile a
dilagare, arriva anche alle orecchie di chi non vuol sentirla, rende
peggiori i cattivi, indigna i buoni, diminuisce il rispetto per
l’uomo, abbassa il comune sentire religioso.
È esattamente il contrario dell’adorazione, della lode e della
preghiera dovute al Creatore; lo sputo della malvagità più ripugnante
di quello della bocca; il peggior segno dell’empietà umana.
Procede più da scelleratezza che da fragilità o da ignoranza si beve
essa stessa la maggior parte del suo veleno, è peccato. Ma oltre che
malizia, la bestemmia contiene stoltezza.
È irragionevole. Se il bestemmiatore crede nell’esistenza di Dio e
quindi sa che Egli è infinitamente potente e può colpirlo
sull’istante, perché lo offende invece di invocarlo per le proprie
necessità?
Questi sono alcuni concetti della bestemmia, vorrei ora affrontare in
base alla mia esperienza un argomento poco trattato ma molto
importante da conoscere : “Le conseguenze della Bestemmia”
Don Enzo Boninsegna nei suoi scritti definisce la bestemmia “Urlo
dell’ inferno”,
E’ proprio così. Infatti come testimoniano le tante persone, che
vengono da me per una speciale benedizione o una preghiere di
liberazione e guarigione, ho potuto verificare che il crollo della
loro vita è dovuto proprio a una maledizione, che ha le sue radici
nella bestemmia. Questa maledizione ricade sia sulla persona stessa
sia su tutta la famiglia scatenando un vero e proprio inferno. In
breve, l’allontanamento dalla grazia di Dio, conseguenza della
bestemmia, attira su di sé quella maledizione della vita terrena, cioè
quel malessere interiore, che è già esperienza della rovina eterna.
Le principali conseguenze di questa maledizione sono:
- La salute - un susseguirsi di malattie a volte
inspiegabili scientificamente e senza guarigione, con la conseguenza
spesso di una grave spesa monetaria.
- Litigi in famiglia - incomprensione, incapacità di
dialogo, urli d’imprecazione, urli di maledizione, disperazione,
sfiducia totale, diffidenza nei rapporti con se e con gli altri,
manifestazione di odio e di ira l’uno contro l’altro , mancanza di
lavoro o grossi problemi lavorativi sia con le altre persone sia a
livello pratico spesso causa di ulteriori preoccupazioni e
depressioni, inoltre portatori di abitudini nefaste e distruttive
(droghe , alcol e così via), crisi economica. La situazione familiare
peggiora giorno dopo giorno senza via di uscita andando incontro alla
desolazione del deserto ,all’agonia e alla morte di ogni virtù.
A volte si può avere l’impressione, dall’esterno, che chi bestemmia,
abbia una vita decorosa e dignitosa sia dal punto di vista economico
che umano, ma ad un occhio spiritualmente e virtuosamente attento
risulta evidente quanto tutto questo sia effimero e vano. Infatti, se
si avesse la possibilità di vedere queste persone in ogni istante
della loro vita si vedrebbe il loro malessere e la loro disperazione e
desolazione interiore, questo è visibile ad un occhio attento magari
nel momento in cui questa persona lo mostra in modo evidente con un
atteggiamento di collera improvvisa o di odio o di invidia,
mostrandosi in tutta la sua disumanità.
La bestemmia , in varie regioni, è diventata una cultura del
linguaggio popolare generando sempre meno disagio ,ed è diventata
normalità con la inconsapevolezza delle sue conseguenze malefiche.
Anche le bestemmie pronunciate per abitudine o in un atto di rabbia
senza la cattiva intenzione possono verificarsi fatali.
“Urlo dell’inferno” proprio così, la bestemmia produce l’inferno, come
ne fanno esperienza coloro che le pronunciano, essendo una condanna in
se stessa.
Quando infatti si pronuncia una bestemmia si scatenano le potenze
infernali, in un urlo di gioia, e la persona che bestemmia viene
afferrata dalle zanne del demonio che difficilmente se la lascerà
strappare, anzi quest’anima sarà trascinata sempre più verso una
collaborazione sia in atti che in parole all’offesa dell’Onnipotente
Dio creatore del cielo e la terra e di tutta la sua corte celeste.
Nonostante questa persona possa ricevere, attraverso eventi o contatti
con altre anime il messaggio salvifico di amore e accoglienza di Dio
creatore, ne rimarrà diffidente poiché trascinato dall’inganno del
demonio che egli stesso ha attirato, questo è il motivo per cui
risulta difficile un’inversione di rotta.
La superbia ,la disobbedienza dell’uomo verso Dio conseguenza del
peccato producono tante tragedie all’umanità, Dio nella sua infinita
misericordia permette ciò affinché l’uomo si ravveda e possa
ritornare al suo creatore, ma spesso in queste situazioni l’uomo
bestemmia Dio ancora di più.
Nell’Apocalisse, parola di Dio, per ben tre volte ci conferma questi
avvenimenti apocalittici; è la situazione dell’uomo contro Dio (Ap.
16,9) “E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono
il nome di Dio che ha in suo potere tale flagelli, invece di
ravvedersi per rendergli omaggio; (Ap. 16, 9b-10) “Gli uomini si
mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a
causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni;
(Ap. 16,21) “ E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò
dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del
flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello”. Ecco
la condizione dell’uomo quando bestemmia.
Quale potrebbe essere la salvezza della sua anima? Non basta una
semplice confessione, anche se al bestemmiatore si rende difficile
confessarsi poiché è già qualcosa lontano da lui, ma quando vi riesce
ed ha l’occasione di pentirsi, perché è vero che Dio perdona tutti i
nostri peccati, rimangono comunque le conseguenze che sono radicate
nell’anima e che portano tanta rovina. Prima di tutto c’è bisogno di
tanta riparazione, assiduità nel partecipare alla santa messa,
preghiere del Sangue preziosissimo del nostro Signore Gesù Cristo in
croce, offerta di atti di carità e penitenza per i bestemmiatori, la
confessione almeno una volta alla settimana per un periodo di tempo, e
una continua preghiera per chiedere la conversione di cuore e l’umiltà
di ogni giorno, ed ogni volta che sente bestemmiare gli altri, pregare
il sangue di Cristo di bagnare questa anima perché abbia la
possibilità di salvezza e possa arrivare a lui l’annuncio del vangelo
affinché si possa redimere.
Fratelli e figli miei non sapete il dolore che mi causa quando una
persona confessa il peccato della bestemmia, basta una volta per
travolgere tutto. Il dolore è più forte di quando una donna confessa
il peccato dell’aborto, nonostante abbia una scomunica (latae
sententiae), viene reintegrata nel seno della chiesa con molta
misericordia , ed è una gioia che abbia chiesto perdono e possa amare
il suo figlio non nato, pregando per lui affinché questo figlio sia
avvolto della luce dell’amore di Dio.
Il bestemmiatore, invece, mi fa piangere perché è un godimento del
demonio e la persona appartiene ad esso con le sue conseguenze.
Purtroppo oggi il tutto viene preso con leggerezza come fosse un
peccato qualsiasi.
Con questa mia pubblicazione, delle conseguenze della bestemmia,
voglio far prendere coscienza della gravità che essa comporta e dare
degli strumenti perché questa anima abbia la possibilità di liberarsi
di questa tragedia che sta devastando l’umanità.
In ultimo affinché queste persone si redimono, innalzo una preghiera
alla potente intercessione della nostra mamma celeste, affinché lei
possa in comunione con tutti i santi del paradiso schiacciare la testa
del maligno che ci soccombe giorno e notte. Stenda il suo manto
materno a noi figli facendo scendere su di noi lo Spirito Santo per
essere abbracciati dalla bontà di Dio nel cuore misericordioso del suo
Figlio Gesù Cristo.
Don Alberto Abreu.
sabato 14 febbraio 2009
La Corona del Rosario

Che triste tempo è il nostro! Perché? Perché abbiamo perduto Dio.
E guardate, non c'è via di salvezza. Se vogliamo essere salvi la via è una sola: Maria Santissima col suo Cuore Immacolato.
Ma fintantoché nelle nostre mani non tornerà la sua dolce corona - io ci spero poco - la salvezza sarà un' illusione.
Se ci ritorna la corona del Rosario, allora si medita un po' di più la nostra vita cristiana, allora capiremo un po' di più le virtù cristiane, e tanta cattiveria del nostro cuore andrà via perché diventeremo più virtuosi, sapremo esercitare di più la carità, sapremo essere meno egoisti, sapremo distaccarci da tante cose materiali che ci portano ad un' inquietudine continua. Impareremo ad osservare di più i Comandamenti di Dio, a seguire di più la Chiesa fondata da Gesù Cristo, ad essere luce per tutti gli uomini nostri fratelli.
Un quarto d'ora a Maria: il Rosario quotidiano
Consacrate ogni giorno un quarto d'ora al Rosario di Maria.
Cercate di darglielo questo quarto d'ora. E' un quarto d'ora, guardate che cosa richiedono i misteri, e non sia quella una preghiera ciancichiata in qualche modo ...
Alle volte, quando vado a letto presto, metto la sveglia alle 2,30. Mi alzo, mi dico un Rosario. Ci metto un'ora.
Beh! Nel santo Rosario ci trovo la Bibbia, tutto quel grosso volume messo lì nella forma più semplice. Ci trovo i quattro Vangeli. Quindi ci trovo la venuta di Cristo, la mia redenzione, la mia vita cristiana, e inoltre la mia vita religiosa, perché lì, nei misteri del Rosario, c'è l'umiltà, c'è il distacco dalle cose della terra, c'è la carità nel trattare con gli altri. C'è tutto.
Allora comincio a pensare: ma mi comporto bene? Faccio io come dice il Vangelo, come dice questo Rosario? Penso al Padre Nostro? ...
Validità del Rosario
La preghiera che la Madonna - specialmente la Madonna invocata sotto il titolo di Madonna di Fatima - desi
dera di più è il Rosario.Oggi questa preghiera è molto combattuta: la combattono coloro che si dicono sapienti. Essi l'hanno già abbandonata perché per loro è una preghiera che non dice più niente, è un inutile ripetersi di parole.
Mi fanno pena, mi fanno veramente pena.
Nel Rosario della Madonna c'è contemplata la vita di Gesù, la vita di Maria e la nostra vita cristiana. Quindi è cosa validissima.
Perché il cielo insiste tanto sulla recita del Rosario?
Perché nei misteri del Rosario c'è tutto il Vangelo. Ma purtroppo il santo Vangelo è poco conosciuto, poco meditato, e di conseguenza anche poco vissuto.
E' proprio nella recita al Rosario che si torna al Vangelo, si torna ad essere veri discepoli di Gesù.
Il Cuore Immacolato di Maria è un mare di grazia che si riversa sulle anime a Lei consacrate
II Santo Curato d'Ars e il Rosario
La Madonna è viva, non è morta.
Con la Madonna si parla e si conversa quando si prega, e in particolare quando la si prega col santo Rosario, perché il Rosario mi fa meditare e mi fa chiedere aiuto per mettere in pratica quello che ho meditato.
Quando si trattò di ordinare sacerdote il santo Curato d' Ars, per la poca capacità nello studio, il vescovo chiese: « Sa dire il Rosario? ». Gli fu risposto : « Molto bene ». Allora il vescovo disse: « Ordiniamolo chè sarà un buon prete ».
Quando un postulante, un frate, una suora, un seminarista, non ama il Rosario, mandatelo via perché non sarà mai un buon prete o una buona suora.
Vivere il Messaggio di Fatima
Quando un figlio non segue la strada retta, insegnata dai genitori, la prima, pronta a intervenire e a richiamare, è sempre la mamma. In mille modi essa cerca di far capire al figlio il dispiacere che ha arrecato a suo padre e la gravità del disprezzo per tutto quello che ha fatto e che fa per il suo bene. E al richiamo aggiunge anche i duri provvedimenti che il padre prenderà se lui non cambia.
La Vergine di Fatima, Mamma nostra, ha lasciato il cielo e coi suoi richiami è luce per tutti i suoi figli.
« Ritornate sulla via della luce », dice la Madonna, « fate quanto il vostro Padre vi dice. Se non fate ciò, per voi ci saranno i suoi provvedimenti; una nuova guerra si scatenerà sul mondo, vi saranno distruzioni, fame, nazioni soppresse, la fede sarà combattuta e perseguitata. Tutto questo sarà scongiurato se ritornerete alla vita cristiana ».
Che cosa ci Chiede la Madonna
La Madonna già ci avvertiva di queste cose. Ma l'uomo è rimasto sordo. 
Che la Vergine santa ci converta tutti, perché abbiamo bisogno di un'autentica conversione.
Ci chiese poche cose. Ci chiese una preghiera, e ce ne additò una particolare: « Dite il Rosario, dite il Rosario! ».
E anche ai bambini: « Dite il Rosario, bambini, perché la guerra finisca e i peccatori si convertano ». Ora è arrivato anche il tempo in cui i cristiani hanno abbandonato anche il Rosario, hanno contestato il Rosario. E' triste!
Che cos'è il Rosario? E' il Credo: il nostro Credo. Recitato insieme con la Madonna, un cristiano non può fare a meno, almeno per venti minuti, un quarto d'ora, dieci minuti, di meditare tutti i giorni i misteri della nostra santa fede.
La Madonna contro il peccato
Già nel 1917 la Madonna vedeva che l'uomo, invece di amare il vero Dio, avrebbe amato il falso dio, il peccato.
Oggi la parola "peccato" per la maggioranza degli uomini è niente. Non si ha paura del peccato. Guardate, i tre quarti dell'umanità, oggi, sono distrutti dal cancro: intendo cancro, malattia fisica, in questo momento. Tutti hanno paura.
Eppure c'è un altro cancro che fa continuamente versare tante lagrime, e di quello non si ha paura. Io ne ho paura.
Ed è il cancro vero, quello del peccato. L'altro, si sa, prima o dopo sarà superato e d'altra parte questo mondo una volta o l'altra dovremo pure lasciarlo. Ma l'altra bestia, l'altro cancro, quello veramente mi mette paura.
Quanto dolore sta seminando nel mondo il peccato! Quanto odio! Quanta disonestà! Quante lagrime di dolore fa versare!
Nel tempo addietro quando si leggeva la Storia Sacra e si leggeva di Caino e di Abele - io mi ricordo - mi faceva male.
Oggi nel cuore di tanti uomini, anche uccidere il proprio fratello è diventata una cosa da niente. Questo è il cancro.
Il peccato è la morte
Se c'è l'amore non c'è peccato.
Se Dio lo amo, non lo posso offendere. Noi si offende Dio perché ci manca l'amore verso Dio. Che cosa fa il cadavere?
Il cadavere ha un cervello, però non agisce più, non pensa più. Ha degli occhi, però non vede più. Ha delle orecchie, però non sente più. Ha un cuore, ma non batte più, non ha più amore, non ha più desiderio, non ha più volontà. E' un cadavere. Quanti cristiani sono dei cadaveri! Cristo non l'hanno più nella mente, non l'hanno più nel pensiero, non l'hanno più nel cuore.
Non hanno più affetto per Lui, non hanno più desiderio di seguire Lui, non hanno più amore per Lui.
Il loro pensiero, oggi, l'unico - sembra quasi che non ce ne siano altri - è il piacere della carne.
La preghiera
La Madonna, Madre amorosa, ci ha indicati i mezzi validissimi per essere buoni cristiani.
Il primo è la preghiera.
Ecco il grande mezzo per parlare con Dio e rimanere a Lui uniti.
I nostri fratelli Santi, i quali come noi sono passati su questa terra, avendo capito il valore della preghiera, sono stati grandi uomini di preghiera.
Un tale, di stile " moderno ", mi ha saputo dire in questi giorni che la preghiera è una perdita di tempo e che, del resto, oggi tutto è preghiera. Buona scusa per non pregare.
Vi assicuro che da quel giorno prego sempre il Signore con queste parole: « Signore, quando le mie ginocchia si piegano davanti a Te, allontana da me il pensiero che stia perdendo del tempo.
La Madonna, poi, come preghiera, ha insistito sulla recita del santo Rosario.
Ritorniamo al Santo Rosario!
C'è bisogno che ci aggrappiamo tutti al manto della Madonna: che tutti torniamo a tenere il Rosario in mano!
Ma se non lo riprende in mano il pastore, non si può pretendere che lo riprenda la pecora.
Cari sacerdoti, non l'avete più voi il Rosario in mano. Ma non ce l'hanno neanche le vostre famiglie cristiane! E ve le vedete andare a rotoli.
Non c'è più il Rosario di Maria nelle famiglie, ma ci avete visto arrivare il divorzio, le separazioni, le discordie.
Nella famiglia non c'è più la preghiera, e la mancanza di preghiera li tiene lontani anche dai sacramenti.
Dove mancano queste cose, preghiera e sacramenti, state tranquilli, ci manca tutto. E anche la famiglia va a rotoli.
da: ("Vivere il Messaggio di Fatima" di Fratel Gino)





